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giovedì 8 ottobre 2020

Soleil - Lollipop Sixteen 2019












Partiamo dal presupposto che in Italia e' molto complicato spiegare alle persone (sopratutto agli addetti ai lavori) che cosa sono le Idol Giapponesi. Di conseguenza la stampa specializzata ignora completamente questo fenomeno della cultura Pop Nipponica prediligendo altri argomenti sui quali sarebbe meglio metterci una pietra sopra (vedi il Post Punk Revival). Ma partiamo dalle origini storiche del fenomeno che risalgono al lontano 1964. In quel periodo meraviglioso all'inizio degli anni 60 in Europa erano molto in voga le Popstar Teenager (Sylvie Vartan, France Gall, Lulu, Rita Pavone ed altre ancora)un fenomeno inarrestabile e destinato ad essere esportato anche in paesi più' lontani. L'inizio di tutta questa storia nel lontano Giappone va accreditato ad un film dal titolo "Cerchez l'idole" protagonista del film la giovanissima Sylvie Vartan che nel giro di poco tempo divenne una celebrità' nel paese del Sol Levante. A questo punto entra in gioco un lungimirante impresario discografico Giapponese che visto il successo del film e di Sylvie Vartan penso' di creare una categoria di giovani Popstar sul modello Europeo chiamandola con il nome di Idol. Se inizialmente le prime Idol erano una brutta copia di quelle Europee (sopratutto quelle Francesi) con il passare del tempo il fenomeno Idol e' stato completamente assorbito dalla cultura Pop Giapponese e negli ultimi anni si sta diffondendo su scala momdiale. Ricordiamo tra l'altro che l'unico festival dedicato alla cultura Idol al di fuori del Giappone (Monster of Dolls) si svolge in Italia. Dopo tutto questo Spiegone torniamo ai giorni nostri e parliamo di Soleil. Questa giovane ragazza degli anni 2000 e' una Idol del tutto particolare e possiamo definirla come Retro Idol o se volete una definizione più' colta come Mod idol (Mod inteso come modernista) in pratica una ennesima operazione commerciale ragionata al contrario di come si fa' in occidente. Con il titolo di" Lollipop Sixteen" il quarto album di Soleil e' la dimostrazione che gli anni 60 non finiranno mai e che la freschezza di quel periodo e' ancora viva e vegeta nell'underground. La maggior parte degli arrangiamenti dei brani di "Lollipop sixteen" sono presi da classici della Beat Culture e rimandano direttamente al periodo della Swinging London ed al French Pop. Tutto questo unito all'estetica Kawaii del personaggio di Soleil crea uno strano cocktail che risulterà' molto difficile da digerire per il fandom delle moderne Idol Punk Rock, Metal ed Indie degli anni 2000.





giovedì 25 giugno 2020












Artist - Marianne Shinonome
Album - Mood Adjuster 2019

Italiano


Descrivere Marianne Shinonome in poche parole non e' cosa semplice. Marianne Sama oltre ad essere una musicista di tutto rispetto nel corso degli anni e' riuscita a creare un vero e' proprio universo con tanti pianeti e satelliti che gli girano intorno. Se non avete mai sentito parlare delle Kinoco Hotel allora e' arrivato il momento di recuperare almeno quattro dei sette album di questa incredibile band dove Marianne Sama canta e suona la tastiera (farfisa) con grande classe ed eleganza. Ma veniamo adesso al primo album solista di Marianne Sama "Mood Adjuster" disco completamente realizzato con tastiere e synth vintage. Il sound e' quello giusto lo stesso che troviamo nei dischi delle KH un album dove il concetto di modernismo trova nuove strade e nuova linfa vitale. Il background di Marianne Shinonome e' nobile e attinge pienamente da musiche colte e non che provengono direttamente dal miglior periodo della storia del Rock ( fine anni 60 e primi 70). Ci tengo a precisare che in questo caso non parliamo di Revival ma di modernismo ovvero quel particolare movimento storico che si evolve continuamente rimanendo fedele alle sue origini. Per la prima volta in assoluto Marianne Sama sperimenta nuove soluzioni sonore e si spinge verso territori che fino a questo momento non erano stati ancora esplorati dall'artista. Il risultato e' semplicemente sorprendente perche' rivela per lo spirito eclettico di Marianne Sama. L'album parte con una serie di canzoni che non lasciano spazio all'ascoltatore perche' sono esattamente tutto quello a cui Marianne Sama ci ha abituato con le KH ritmiche serrate farfisa in evidenza ed atmosfere degne del migliore Spy Movie anni 60.



Alexis North (J Rock For The Masses 2020).



English

Describing Marianne Shinonome in just a few words is no simple task. Over the years,  Marianne-sama has proven to be a highly respected musician who has successfully created a literal creative universe, populated by various "planets" and "satellites" orbiting her vision. If you have never heard of Kinoco Hotel, now is the time to catch up on at least four of the seven albums by this incredible band, where Marianne sings and plays the Farfisa organ with immense class and elegance. However, let’s turn our attention to her first solo effort: "Mood Adjuster." This record was created entirely using vintage keyboards and synthesizers. The sound is spot on the same essence found in Kinoco Hotel’s discography yet it is an album where the concept of Modernism finds new paths and vital energy. Marianne’s background is noble, drawing deeply from "cult" music and sophisticated sounds originating from the golden era of Rock (the late 60s and early 70s). It is important to clarify that we aren't talking about a simple "revival" here, but rather Modernism: that specific historical movement that continuously evolves while remaining fiercely loyal to its origins. For the first time ever, Marianne experiments with new sonic solutions, pushing into territories she had not yet explored. The result is nothing short of surprising, revealing her truly eclectic spirit. The album kicks off with a series of tracks that leave the listener breathless; they are exactly what we have come to expect from her work with KH tight rhythms, prominent Farfisa, and an atmosphere worthy of the best 1960s spy movies.



Alexis North (J Rock For The Masses 2020).




giovedì 24 ottobre 2019









Artist - The Highmarts
Single - I Want You Bad


Ci sono alcuni generi e categorie che inevitabilmente rimangono legate ad un contesto sotterraneo e quindi per essere conosciute hanno inevitabilmente bisogno di una certo background. Mi rendo conto che parlare di Beat Revival e Garage ad un pubblico proveniente da altri mondi  (che normalmente considera il J Rock ed il J Pop soltanto se si parla di Visual Kei oppure di Idol ed Heavy Metal) potra' sembrare strano ma non lo e' affatto visto che questi mondi paralleli esistono da sempre e continueranno ad esistere per molto tempo ancora. Un altra cosa che ad alcuni di voi potra' sembrare alquanto strana e' che in questa recensione non parliamo di un singolo uscito in CD ma parliamo di un 45 giri. Tutto questo e' assolutamente normale perche' come spiegavo qualche riga piu' in alto stiamo parlando di realta' che sono completamente estranee a quello che e' il mainstream e l'industria musicale di massa. Direttamente dalle zone piu' oscure e meno frequentate dell'underground Nipponico arrivano The Highmarts, band che apparentemente sembra giovane ma e' oramai all'attivo da qualche anno. The Highmarts sono tre ragazze che in eta' molto giovane sono rimaste affascinate dalla muisca Sixties (Beat e Garage) tanto da riprendere uno stile che nel corso degli anni si e' evoluto ma e' rimasto sempre fedele alle sue origini. Questo 45 giri contiene due tracce sul lato A "I Want You Bad" splendido brano Sixties Pop molto elegante contraddistinto da una melodia semplice e di facile ascolto. mentre sul lato  B del 45 giri troviamo una altra ottima song "
ハートに OK!(Frantic Heart's Okay!)" che con i suoi due minuti e quaranta secondi circa rappresenta un buon motivo per avventurarsi nei club della Tokyo Underground. 































mercoledì 31 ottobre 2018





























Artist -The Bawdies
Album - New 2017


Se qualcuno mi chiedesse di descrivere il Rock'n'Roll Nipponico con una parola io risponderei The Bawdies. Passa il tempo le tendenze si ripetono e quant'altro ma state tranquilli che il sano e vecchio Rock'nRoll non morira' mai. The Bawdies sono i degni rappresentanti di quel modo sporco e verace di suonare che deriva direttamente dai 60's.  Nel resto d'Europa il nome dei The Bawdies e' molto conosciuto (sopratutto in inghilterra) e ricordiamo che tra i maggiori fan della band Nipponica c'e sua maesta Paul Weller the Modfather che piu' volte ha espresso parole generose nei riguardi di questi quattro ragazzi Giapponesi. Ascoltando i dischi di The Bawdies si capisce perfettamente che l'attitudine conta molto di piu' della latitudine. Per capire meglio le origini di tutto questo e' necessario fare un salto indietro nel tempo di parecchi anni e' ripspolverare i dischi dei Sonics ed anche dei Them (Van Morrison). Band fondamentali nella storia della musica Rock che ancora oggi rappresentano un modello per tantissimi giovani Rocker di in giro per il globo. La rivisitazione in chiave moderna delle origini Rhythm and Blues sta alla base del Bawdies Sound. Lo stesso esperimento era gia' stato fatto qualche anno fa' dagli Hives ma vi assicuro che i The Bawdies stanno almeno dieci spanne sopra la band svedese. Fatevi quindi coinvolgere dal Groove di questo album che contiene dodici buoni motivi per i quali vale la pena anche spendere qualche euro.


Alexis North (J Rock For The Masses 2018)